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Relitti nel Golfo di Trieste

Relitti nel Golfo di Trieste

lista redatta da Giorgio Cobol, 1955

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punti di interesse rilevati da G. Cobol, Agosto 1951
  1. Piroscafo Virginia, tonn. 800, affondato nel 1915 l.m 60, in Zona B
  2. Piroscafo Orione, tonn. 450, insabbiato sino a meta' coperta (in legno), sbandamento 25°. A 500 m dal faro di Punta Tagliamento
  3. Piroscafo Daino, tonn. 300. Nelle vicinanze dell'Orione
  4. 2 bettoline, una in cemento, una in ferro
  5. Bimotore inglese
  6. Piroscafo Gilda, 450 tonn., demolito.
  7. ... in demolizione
  8. Si dice vi sia un sommergibile affondato nel 1914
  9. Piroscafo di grosso tonnellagigio
  10. Si dice vi sia affondato uno zatterone tedesco
  11. Rimorchiatore Romital affondato nel 1944. Costruito nell' ex-cantiere S.Rocco. Tonnellagio tra 60 e 150.
  12. P/g Rapido, in demolizione
  13. P/e Palermo, 10000 tonn.
  14. 3 bettoline-clapè mancanti della coperta, una mancante della prora e poppa, di una rimane solamente il fondo

punti di interesse rilevati da G. Cobol, Agosto 1965
  1. Dal porticciolo di Barcola per 240°, a ca. 500 m, forte tenuta
  2. Da Miramare per 250°, a circa un miglio al largo, forte tenuta - maona
  3. Da Miramare per 250°, a circa 3 o 4 miglia (zona con fondo minato)
  4. Dal porticciolo di S. Croce per 250°, a circa 800 m, forte tenuta
  5. Dal porticciolo di Sistiana per 230°, a circa 1 miglio, forte tenuta
  6. Dal porticciolo di Duino per 190°, a circa 300 m (fondale molto irregolare ed eventuale presenza di grotta sottomarina)
  7. Traguardo: Faro della Vittoria - Sanatorio Obelisco, a circa 3 migla dalla costa, forte tenuta
  8. Traguardo: Faro della Vittoria - Cava (?) - Posizione faro per 220°, a un miglio e mezzo, carrelli e mine
  9. Dalla testata diga Porto Nuovo, fuori il pericolo, per circa 290°, a circa 800 m / 1 miglio, relitto di circa 120 tonn. affondato
  10. Dal faro verde Porto Nuovo, traguardo: diga - Grado, a circa 1000 m, vari impedimenti
  11. Traguardo Capodistria - Punta Grossa con prora su Monfalcone, a circa 3/4 miglia, parecchie tenute
  12. Traguardo Capodistria - Punta Grossa, a 4 miglia fuori S. Croce, maone affondate
  13. Fuori Punta Grossa, a circa 300 m al largo del faro in zona B, zatterone affondato
  14. Fuori Bocca Primero, a 6 m d'acqua, resti d'aereo inglese
  15. Fuori cantiere FLSZEGI, relitti di zatteroni
  16. Sotto ex-Ferriera, nel parallelo Cantiere ex- S. Marco, a circa 800/100 m, relitto nave Wien
  17. Lungo il pontile della ex raffineria Aquila, di fianco (molo rovesciato)
  18. Fuori Golametto, per 5 passi e mezzo, grande relitto
  19. Sulla linea tracciata da il "Feral della Sdobba" e le prime luci verso Grado a ovest di Monfalcone, alla profondità di 6 passi, forte tenuta (maona?)
  20. Mezzo miglio circa al largo dell'Acquedotto grosso relitto, probabilmente aereo
  21. Fra Miramare e Cedas a circa 3 miglia al largo (campo di carrelli e mine)
  22. Punto di intersezione delle seguenti rette:
    a) retta che passa per la torre dell'Orologio e le due piccole casette sopra la pineta di Miramare
    b)guardando verso il molo 5, questo deve essere un po' aperto dalla punta della diga vicina:
    Maona affondata e 800 m fuori il pericolo, sulla punta della diga menzionata; verso tramontana, barca affondata.


Presto questi punti saranno disponibili su una mappa interattiva (NdW)


Glossario
  • Miglio marino: metri 1609,34
  • Forte tenuta: Dicasi quando c'e' qualcosa (relitto o semplicemente scogli) in cui l'ancora si impiglia. E' inteso come anomalia: nel senso che nell'area circostante, invece, non c'e' tenuta.
  • Fuori il pericolo: 30-50 m da dighe, moli o altre costruzioni
  • Zona B: alla fine della II guerra mondiale a Trieste venne creato uno stato fantoccio: il Territorio Libero Trieste (TLT o FTT). Esso era diviso in due zone: A (amministrata da Inglesi e Americani) e B (amministrata da Sovietici e Jugoslavi). Nel 1954 la zona A venne restituita all'Italia, il settore B venne ceduto alla ex-Jugoslavia.
    Inoltre, sempre nel 1954, come contentino all'ex-alleato Tito venne donata anche parte della zona A; ciò costrinse ad un rapido esodo circa 3000 persone.


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